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La Tesi di Laurea (in psicologia) coincide con
il compimento di un percorso di studi impegnativi, durato diversi
anni. E' anche il rito di passaggio dalla condizione di giovane
che si sta formando (spesso ancora molto legato alla famiglia)
a quella di adulto che afferma la propria autonomia e la propria
indipendenza esistenziale (in particolare: nel mondo del lavoro),
ovvero dalla condizione di Studente a quella di Studioso e di
Professionista.
L'esperienza della Tesi di Laurea rappresenta un'opportunità
rilevante nella formazione universitaria. Essa impegna notevolmente
lo Studente, sia in termini intellettuali sia in termini emotivi
e di tempo.
Il modo di redigere la Tesi, così come i
molti dettagli tecnici e adempimenti burocratici relativi, non
viene tuttavia fatto oggetto di insegnamento specifico nell'ambito
del corso di studi.
Come in tutto il corso di studi, esiste invece
un grande desiderio-necessità di istruzioni precise.
Ricevere delle indicazioni sul da farsi serve come
contenitore per le proprie ansie (fatto in sè non spregevole,
ancorchè malvisto da alcuni) ma anche come viatico, da
considerare in termini critici, per non disperdersi in aspetti
formali e organizzativi pure importanti ma che poco hanno a che
fare con il vero e proprio lavoro (di analisi, di ricerca, critico,
espressivo, ecc) che rappresenta il nucleo forte della Tesi.
Se dunque è bene non colludere con le ansie
degli studenti (dei futuri psicologi), tuttavia è altrettanto
bene cercare di aiutarli nel loro lavoro.
Ho dunque riportato alcune indicazioni di massima,
per rispondere ai problemi, anche di dettaglio, che più
frequentemente si presentano durante il lavoro (e quindi a molte
delle domande che, in base alla mia personale esperienza, vengono
poste dai Tesisti).
Tali indicazioni rappresentano un quadro di riferimento
indicativo e generale, da non prendere alla lettera.
Gli obiettivi che mi sono proposto sono fondamentalmente
due:
1) Delineare una strategia logica per il lavoro
di Tesi, suggerendo anche la sequenza di atti e interventi da
compiere successivamente
2) Fornire, se possibile, qualche dettaglio (sia
concettuale sia pratico) per ottenere il risulato tentativamente
migliore.
Il quadro di riferimento delineato è quello
sviluppato da chi scrive, all'interno del corso in psicologia
della personalità presso il Dipartimento di Psicologia
dell'Università degli Studi di Torino.
Benchè le indicazioni riportate in questo
breve documento si ispirino al modo generale di produzione delle
Tesi (e valgano quindi, in linea di massima, per qualsiasi Tesi,
in psicologia e non, a Torino e non), esse hanno valore in qualche
modo prescrittivo solo per chi lavora all'interno di questo gruppo.
Tali indicazioni non rappresentano dunque, assolutamente,
una prescrizione ufficiale della Facoltà o dell'Università.
Varrà anzi la pena che quanti, pur non sviluppando la
Tesi all'interno del nostro gruppo, volessero ispirarsi anche
al quadro proposto quì, verifichino poi i dettagli con
il proprio Relatore, ovvero con la propria Segreteria universitaria,
per non commettere troppi errori.
Per quanto mi riguarda, ho preferito comunque produrre
indicazioni anche relativamente circoscritte (pur rendendomi
conto che queste si legano alla mia particolare filosofia) piuttosto
che restare sulle generali. Ritengo infatti preferibile delineare
un quadro quanto più possibile preciso e completo, piuttosto
che fornire solo indicazioni di massima (cioè, spesso,
incerte) le quali, non di rado, suscitano più dubbi di
quanti ne risolvano.
Il principio del costante dubbio filosofico, che
rappresenta comunque un criterio fondamentale cui ispirare il
lavoro di qualsiasi ricercatore (anche alle prime armi, quale
è il Tesista) non significa infatti lasciare tutto nel
vago, bensì piuttosto analizzare puntualmente ogni aspetto
in termini critici.
Alcune indicazioni appariranno anche troppo elementari
e di dettaglio. Può darsi che lo siano, ma nascono quasi
sempre da domande specifiche e circostanziate poste da singoli
Tesisti in carne e ossa, ovvero dall'esperienza diretta di errori
e disguidi, basati su originali interpretazioni (da parte del
Tesista) riguardo al modo migliore di agire, che a volte non
mi sarei immaginato (e che pure ho visto mettere in atto con
convinzione).
Per quanto concerne il contenuto (scientifico)
vero e proprio della Tesi, rimandiamo ad altre sedi e occasioni.
Attenzione!
Questi appunti sono stati pensati, dall'inizio,
come un servizio per gli studenti. Sin dalla loro nascita, sono
sempre stati pronti per essere rivisti e aggiornati.Siamo sempre
ben felici di ricevere quante più possibili comunicazioni,
suggerimenti e correzioni (per iscritto), utili a un continuo
perfezionamento, all'indirizzo:
Trovate indicazioni per scaricare,
direttamente sul vostro computer, i programmi professionali freeware
(in condivisione gratuita) che servono per scrivere, impaginare,
calcolare, realizzare presentazioni, produrre o elaborare immagini
e grafica ecc nella pagina di Itapi.org
relativa alle Fonti
Software.
Significato e funzioni della Tesi
di Laurea
La redazione di un testo scritto finale per conseguire
un titolo di livello universitario non è una pratica presente
in tutto il mondo. Essa è tuttavia molto diffusa, mentre
nell'Università italiana rappresenta di fatto un obbligo
assoluto.
Tutta l'università è concepita per
aiutare lo Studente ad agire in modo autonomo. Alle scuole elementari
il bambino viene preso per mano poi, progressivamente, gli viene
richiesto di fare sempre di più per conto suo. All'università
deve imparare a sbrigarsela da solo in molti aspetti del suo
percorso (ciò dipende da limiti organizzativi, ma anche
da una consapevole strategia formativa). La Tesi è fondamentalmente
il saggio finale, la prima occasione e la dimostrazione di tale
acquisita autonomia.
La redazione della Tesi fornisce alcune interessanti
opportunità che rappresentano un fatto relativamente unico
nell'ambito del corso di studi. Tra queste è possibile
segnalare in particolare la possibilità (per il Tesista)
di:
- Avvicinare di molto il professore, che lo
segue individualmente
- Partecipare a un lavoro di bottega all'interno
di un gruppo di ricerca;
- Seguire personalmente un lavoro psicologico
(in particolare: una ricerca) in tutti i suoi aspetti, e cioè
dall'inizio alla fine;
- Scrivere di psicologia invece che leggerla
solamente, e quindi capire molto meglio la complessità
e la problematicità (oltre che la fatica) di quanto solitamente
si legge come se fosse semplice, ovvio ed evidente;
- Esprimersi, se possibile, in modo creativo
e originale;
- Sperimentare meglio la disciplina del lavoro
con un obiettivo preciso;
- Impratichirsi nella valutazione obiettiva
del lavoro altrui, attraverso losservazione analitica della
letteratura di ricerca;
- Last but not least: perfezionarsi
nell'uso del computer, dell'inglese, delle biblioteche e delle
banche dati, nella redazione di un rapporto.
Avvicinarsi alla Tesi
E' meglio pensare alla Tesi molto presto nel procedere
del proprio corso di studi, invece che attendere (come spesso
avviene) l'ultimo momento. Ciò permette di lavorare con
maggiore calma, serenità e consapevolezza.
Largomento della Tesi di Laurea deve essere definito
nell'ambito di uno dei raggruppamenti scientifico-disciplinari
in cui lo studente ha sostenuto o sosterrà almeno un esame.
E preferibile ottenere l'assegnazione della Tesi
quando si hanno ancora esami da sostenere, così da ottimizzare
gli intervalli fra un esame e l'altro ovvero da ridurre i tempi
morti nella redazione della Tesi stessa.
Capita infatti che si presentino dei periodi di
attesa (di un libro ordinato; di una risposta da uno studioso;
di contatto con soggetti del campione; ecc) i quali possono essere
appunto riempiti dallo studio per gli esami.
Il tempo minimo (ma proprio minimo) previsto per
produrre la Tesi è di 6 mesi. E' tuttavia del tutto normale
che le si dedichi almeno un anno. Alcune Tesi possono richiedere
anche molto più tempo.
La Tesi è spesso sviluppata nel contesto
di un gruppo di ricerca. Ci si deve quindi adattare, in molte
circostanze, anche ai tempi e ai ritmi degli altri.
E' praticamente impensabile, per semplici ragioni
di scarsa esperienza (non certo di capacità potenziale
o di intelligenza), che uno Studente abbia la capacità
attuale di condurre completamente da solo una ricerca originale
degna di questo nome. Esistono naturalmente le eccezioni, ma
in genere quello che il Tesista si trova a svolgere è
un buon lavoro di collaborazione da apprendista.
Tale impegno risulta in effetti piuttosto complesso
e richiede di applicarsi con intensità e passione. Riuscire
a produrre una buona Tesi significa essere molto bravi, imparare
un modo di lavoro che risulterà utile nel proprio mestiere,
sviluppare le capacità per contribuire, in futuro, alla
crescita della disciplina e della professione.
Chiedere la Tesi
Tutti
i professori (ordinari e associati), e gli altri docenti (professori
a contratto, ricercatori con un corso in affidamento) possono
essere relatori di Tesi. L'elenco dei docenti di psicologia è
facilmente accessibile, assieme a tante altre informazioni, presso
il sito della Facoltà
di Psicologia.
Nell'ambito
della Facoltà viene compiuto uno sforzo per distribuire
equamente le Tesi fra tutti i docenti. Tuttavia: alcuni ricevono
molte richieste, altri poche; alcuni credono nelle Tesi e le
seguono con passione, altri non ci credono e cercano di ridurle
al minimo.
Ciascun
docente può avere suoi criteri per assegnare le Tesi.
Ad esempio: un determinato punteggio medio, il fatto di avere
sostenuto certi esami, ecc.
In
particolare: è obbligatorio che il Tesista abbia sostenuto
almeno un esame nella disciplina in cui intende laurearsi.
Può
anche essere che il docente segua già molte Tesi, per
cui non ne assegna di nuove fino a che le precedenti non sono
state discusse.
Nel
caso specifico di chi scrive, ad esempio, per poter chiedere
la Tesi in Psicologia della personalità, occorre prima
(quanto meno) superare un piccolo esame, direttamente con me,
in cui dimostrare una conoscenza precisa di quanto esposto in
queste stesse "Brevi istruzioni dettagliate", così
da cominciare subito la Tesi sapendo bene come fare.
Ciascun
docente (ciascun Relatore) ha una propria impostazione teorica,
epistemologica e di ricerca. E' verosimile, e per molti aspetti
giusto e necessario, che questi richieda al Tesista di seguirealmeno
indicativamente i criteri in cui crede, pur nel rispetto delle
opinioni di ciascuno. Per certi aspetti la sua funzione è
quella di fornire testimonianza di uno stile originale di lavoro.
Ne consegue che la Tesi andrà impostata anche considerando
la filosofia psicologica del Relatore.
Considerate
anche che, con una certa frequenza, vengono assegnate, e quindi
prodotte, tesi a più mani (da due o anche da tre tesisti
insieme). La tesi rimane comunque un lavoro individuale, come
paternità-maternità e come responsabilità,
benchè possa risultare utile e produttivo collaborare
con altri su uno stesso tema, sotto il coordinamento del Relatore.
Capita
spesso che lo Studente vaghi per il Dipartimento chiedendo Tesi
a destra e a manca. Studiate bene la strategia di richiesta della
Tesi e non farete troppa fatica.
Non
chiedete la Tesi a tutti quelli che incontrate. Perdete tempo
voi e lo fate perdere agli altri.
Se
proprio non trovate nessuno che vi assegni la Tesi, esiste anche
uno Sportello Tesi, presso il Dipartimento di psicologia, che
vi potrà dare una mano. In ultima istanza, potete sempre
andare dal Preside della Facoltà a chiedere aiuto (fatelo
con la massima cautela: lui ha un'infinità di cose da
fare per tenere in piedi la Facoltà stessa, cioè
nell'interesse di tutti).
Se
avete parlato a un Relatore per la Tesi e poi cambiate idea,
è cortese dirglielo, poichè ciò gli permette
di programmarsi meglio (e di lavorare meglio con gli altri Tesisti).
Ricordate che, se vi ha firmato il foglio di assegnazione della
Tesi, non potete più cambiare Relatore senza una sua dichiarazione
liberatoria.
Argomento della Tesi
L'argomento
della Tesi può essere proposto dallo Studente, oppure
dal Relatore, oppure anche emergere da una discussione-trattativa
fra i due.
Se
avete una bella idea, proponetela. Tenete conto, però,
che il Relatore segue gli argomenti che conosce, per cui occorrerà
in genere adattarla alla sua competenza, alla sua filosofia scientifica
e al suo stile.
Proponete
comunque, eventualmente, un tema che abbia a che fare con il
corso che il Relatore tiene in università, o almeno con
i suoi interessi di ricerca, deducibili dalla sua immagine di
studioso ovvero dalle sue pubblicazioni (reperibili, in forma
relativamente aggiornata, presso il sito della Facoltà
di Psicologia).
Considerate
però anche che gli interessi scientifici di ogni ricercatore
evolvono di continuo, per cui il vostro beniamino potrebbe avere
studiato a lungo un argomento che ora non gli interessa più,
ovvero essere preso da nuove ricerche non ancora pubblicate.
Aspettativi
insomma che vi proponga qualcosa, più che seguire le vostre
proposte, magari in una direzione che non avevate previsto (potrete
dunque avere delle sorprese, a volte un po' deludenti ma a volte
entusiasmanti).
Pensate
comunque anche una vostra ipotesi. Tenete conto dei vostri interessi
psicologici, ma anche di aspetti esistenziali e magari (ma non
necessariamente) delle idee che avete sul vostro futuro professionale.
Considerate
che in psicologia ci sono tre dimensioni principali di approccio:
le teorie (ad esempio: la psicoanalisi, piuttosto che il modello
della terza forza), i metodi (ad esempio: il laboratorio, piuttosto
che le rilevazioni con questionario), gli oggetti (ad esempio:
i disturbi alimentari, piuttosto che le tendenze aggressive).
Lo
stesso oggetto (ad esempio: le relazioni interpersonali) può
essere affrontato secondo teorie diverse (ad esempio: cosa ne
dice Kohut, piuttosto che Heider) e con metodi differenti (ad
esempio: storie di vita, presentazione di fotografie).
La
stessa teoria può affrontare argomenti diversi con metodi
diversi. Lo stesso metodo è usato da teorie diverse.
Insomma:
tenete conto di tutti e tre gli aspetti, che giocano dialetticamente
tra loro.
Un
punto da cui partire può essere anche la disponibilità
di un'occasione (specie: di un campione particolare). Ad esempio:
se conoscete molti peruviani, potete studiare la loro immagine
dell'Italia, oppure vedere se rispondono in modo diverso rispetto
agli svedesi (posto che abbiate accesso anche a un club di svedesi)
a una scala di stili amorosi. Pensateci bene, potrebbero venirvi
idee interessanti.
E'
bene considerare che qualsiasi argomento, se affrontato con serietà,
sistematicità ed eleganza, diventa più interessante
(e più coinvolgente a livello personale) ogni giorno in
più che gli si dedica, anche se all'inizio poteva sembrare
solo una fantasia maniacale del Relatore.
Il Relatore
Il
Relatore per metà si sceglie e per metà si prende
quello che c'è.
Anche
se possono esservi delle preferenze, tutti i docenti della Facoltà
possono essere ottimi relatori.
Il
Relatore svolge una funzione di catalizzatore e di supervisore.
Segue la Tesi da vicino, con indicazioni, consigli, revisioni,
ma soprattutto aiuta lo Studente in un percorso che è
principalmente suo.
Lo
Studente (l'essere umano) nutre spesso una naturale predisposizione
affiliativa, per cui capita che si affidi al docente un po' come
al proprio salvatore. La funzione del Relatore è invece
quella di un tutore, o di un mèntore, piuttosto che di
un produttore di regole e ricette da seguire pedantemente.
Indipendentemente
dalla simpatia personale (ogni Relatore stima e ama tutti i suoi
Tesisti allo stesso modo), il Relatore è anche il giudice
della Tesi. Agisce dunque anche da coscienza critica, talvolta
con severità. Non sarebbe un buon formatore se si identificasse
troppo con il Tesista, ovvero se ritenesse che il giudizio sulla
Tesi sia un giudizio su di lui (Relatore), invece che sullo Studente.
Presso
alcuni insegnamenti, può succedere che il Relatore si
faccia aiutare da un Assistente o collaboratore, con varia qualifica,
nel seguire la Tesi. In questi casi, potrà capitare di
frequentare soprattutto tale Assistente. Il responsabile della
Tesi rimane comunque il Relatore.
Titolo
Il
titolo della Tesi rappresenta la sintesi, il progetto, del lavoro
di Tesi. Va scelto con oculatezza e con convinzione, in accordo
col Relatore. Deve essere breve, semplice, chiaro e riassuntivo
del senso della Tesi.
E'
un momento molto importante della Tesi. Nel titolo viene sintetizzato
lo sforzo di un anno, ovvero la prima vera occasione (protetta)
di essere attore più che spettatore del movimento psicologico.
Il
titolo della Tesi, una volta che è stato definito, va
considerato definitivo. Esso rappresenta il nucleo centrale attorno
a cui si struttura tutto il lavoro. E' l'obiettivo da raggiungere,
il simbolo, la bandiera del proprio sforzo. Va dunque preso con
molta serietà.
Il
titolo va riportato nel modulo di assegnazione della Tesi da
depositare in Segreteria e deve essere approvato e firmato dal
Relatore.
Il
titolo non si cambia se non per stretta necessità, cioè
possibilmente mai. Per cambiarlo, è comunque necessario
ripresentare in Segreteria il modulo di assegnazione della Tesi,
con il nuovo titolo, controfirmato dal Relatore (che lo controfirma
solo se ritiene che il cambiamento sia veramente necessario,
cioè di rado).
Ricordate,
lo ripeto, che, una volta firmato, il titolo vi vincola al Relatore.
Non potete cioè depositarne un altro, se non in accordo
col quel Relatore.
Una volta che la Tesi è stata
assegnata
Adempimenti formali
Quando
che la Tesi è stata assegnata, e ne è stato definito
il titolo, occorre prendere in Segreteria, e lì consegnarlo
una volta compilato, il modulo che certifica l'avvenuta assegnazione
della Tesi da parte del Relatore (nonchè il deposito del
titolo).
Il
modulo deve essere depositato in Segreteria almeno sei mesi prima
della data di consegna del libretto e del volume della Tesi per
essere ammesso all'esame di Laurea.
La
data da cui partono i sei mesi minimi per lo svolgimento della
Tesi è la data di consegna materiale del modulo (il timbro
di avvenuta ricezione) in Segreteria, non quella che il Professore
scrive sul foglio e che coincide con la firma appunto da parte
del Relatore (quindi: consegnate il modulo immediatamente dopo
che è stato firmato, senza attendere oltre).
Ricordo,
una volta di più, che per tutti gli adempimenti formali
(i quali subiscono continue modifiche, nel tentativo di migliorare
sempre di più la situazione) è bene verificare
sempre le ultime indicazioni presso la Segreteria o presso il
Punto Informativo.
Contatti con il Relatore
Il
confronto con il Relatore è un aspetto importante del
lavoro di Tesi. Questi svolge infatti, si è detto, la
funzione di supervisore, e spesso anche di direttore di ricerca,
per il vostro lavoro.
Lo
Studente incontra il Relatore, quanto meno: nel suo corso di
lezioni e all'esame; per un primo colloquio di richiesta della
Tesi; per colloqui successivi di focalizzazione dell'argomento;
per firmare il foglio di presa in carico della Tesi; per verifiche
successive del progredire del lavoro e per porre domande specifiche;
per avere l'approvazione del testo finale; prima della discussione
di Laurea per eventuali precisazioni e rassicurazioni.
Molti
incontri sono individuali. Altri possono essere collettivi, nel
senso che alcuni professori organizzano dei gruppi-tesi (generali
o su aspetti particolari) per trattare insieme aspetti comuni
a diverse Tesi.
Ogni
volta che vi recate dal Relatore per la Tesi, ricordategli sempre,
in apertura (e nel vostro interesse): chi siete; qual'è
l'argomento della vostra Tesi; cosa avete prodotto dall'ultima
volta che vi siete visti; a che punto siete.
E'
verosimile che il Relatore segua varie Tesi e si occupi di varie
altre faccende, per cui si ricorderà di voi, anche molto
bene, ma non necessariamente nei minimi dettagli.
Ogni
volta che incontrate il Relatore, portate con voi tutto quello
che avete prodotto fino a quel momento. I materiali possono essere
presentati su dischetto, ma, perchè il Relatore possa
osservarli con facilità, è bene che glie ne sia
fornita una copia su carta (che è consultabile in modo
più immediato). E' bene che il materiale scritto sia sempre
corredato dell'indice.
Potete
chiedere liberamente al Relatore tutto ciò che vi pare
utile, esprimendo dubbi e ipotesi.
Per
rendere l'incontro più produttivo, presentatevi già
con degli appunti scritti, in cui avrete segnato le varie questioni
mano a mano che vi vengono in mente durante il lavoro.
Il computer
La
Tesi si scrive al computer, pare quasi pleonastico dirlo (ma
mi capita ancora oggi di seguire tesisti ben poco pratici di
questo strumento).
Ciò
permette di lavorare meglio, di gestire il testo apportandovi
modifiche fino all'ultimo momento, di sviluppare con facilità
elaborazioni dei dati della ricerca (calcoli, tabelle, statistiche).
Al
giorno d'oggi, con l'uso del computer, produrre la Tesi significa
anche familiarizzarsi con uno strumento e una tecnica (il computer,
appunto) praticamente indispensabile in qualsiasi contesto di
lavoro.
Esistono
due famiglie principali di personal computer: Apple e PC. Vanno
bene tutti. Tra l'altro: entrambe le famiglie di computer (assieme
ad altre più evolute) sono ampiamente rappresentate nel
Dipartimento e nella Facoltà
di Psicologia.
Se
approfittate dell'occasione per procurarvi un computer, è
senz'altro consigliabile acquistarne uno che disponga di un lettore
di CD Rom e che permetta l'allacciamento alla rete Internet (dotato
cioè di un modem).
Per
scrivere, si possono utilizzare svariate applicazioni. Si suggerisce
comunque di scegliere l'applicazione più diffusa attualmente,
e cioè "Word", anche perchè è
quella meglio gestibile in Dipartimento (e più facilmente
trasferibile da una famiglia all'altra di computer).
E'
consigliabile studiare Word (ovvero il programma di scrittura
che si usa) con una certa attenzione, poichè contiene
alcune funzioni, magari non diffusamente conosciute ma molto
efficaci e che conviene sforzarsi di utilizzare.
Una
funzione fondamentale è il sommario impostato in modo
automatico (che in realtà ho scoperto non essere molto
utilizzato dagli utenti).
Si
consiglia di utilizzare il sommario automatico fin dalle prime
righe della Tesi e nel modo più analitico possibile (producendo
molti titoli e sottotitoli). Esso svolge infatti sia la funzione
di tenere sotto controllo la distribuzione delle dimensioni dei
capitoli, sia di avere costantemente sotto mano la scaletta del
lavoro che si sta realizzando, sia di produrre facilmente in
gni momento (e quindi anche alla fine) un indice preciso e completo.
Un'altra
funzione molto utile è il foglio degli stili. Questa permette
di impostare in modo autonomo e uniforme ogni singola parte di
testo (normale, titoli, citazioni, bibliografia, ecc), modificandoli
a discrezione e con facilità.
Per
l'elaborazione dei dati si possono utilizzare diverse applicazioni.
Un
modo molto efficace è quello di lavorare in Excell, usando
formati standard, ed elabolarli successivamente con qualsiasi
applicazione statistica. Anche per i dati, la compatibilità
tra famiglie di computer è quasi totale.
Per
tutto ciò che riguarda la gestione computerizzata di dati
e documenti può risultare utile il supporto fornito alla
Facoltà di Psicologia
dal Centro Interdipartimentale di Servizi Informatici e Telematici
per le Facoltà Umanistiche (meglio noto come CISI), che
si trova al sesto piano di Palazzo Nuovo.
Merita
rivolgersi a questa importante struttura per vari aspetti della
Tesi. Il dettaglio dei molti supporti (hardware, software, di
rete, ecc) liberamente utilizzabili (in genere: previa registrazione)
dagli studenti e dai Tesisti di psicologia va richiesto direttamente
al CISI,
presso la sede o in rete.
Per quanto riguarda il software, tenete conto che dalla rete
è possibile scaricare una quantità di programmi
gratuiti più che sufficienti per lavorare al meglio.
Un'ampia
gamma di tali applicazioni può essere raggiunta anche
partendo dai nostri
La
stesura di una Tesi di Laurea presuppone la conoscenza dell'inglese
(o meglio: dell'americano o dell'inglese internazionale). Il
mondo scientifico si esprime in questa forma di latino moderno.
Si
utilizzano talvolta anche altre lingue, ma piuttosto marginalmente.
La gran parte dei manuali più ricchi e aggiornati, ovvero
delle riviste scientifiche, in psicologia, è scritta in
inglese. Anche le riviste pubblicate in altre lingue contengono
generalmente dei riassunti in inglese.
La
Tesi è dunque anche una occasione per rinverdire la propria
conoscenza di questa lingua indispensabile.
Fonti dei dati
Nel
lavoro di Tesi ha molto rilievo la raccolta di dati già
disponibili in letteratura. Qualsiasi sia l'argomento trattato,
occorre sempre conoscere bene il quadro di quanto è già
stato rilevato dagli altri ricercatori.
Le
fonti dei dati possono essere diverse. Avvicinare tali fonti
è sempre il primo indispensabile passo nel lavoro di Tesi,
anche prima (ma soprattutto dopo) avere definito il titolo.
Occorre
in primo luogo andare in biblioteca (in particolare, ad esempio:
quella del Dipartimento di psicologia; la biblioteca nazionale;
la biblioteca del luogo in cui si risiede; ecc).
In
biblioteca, si consulta il catalogo per argomenti, in tutte le
voci che possono avere a che fare, più o meno direttamente,
con l'argomento della propria Tesi. Si consultano quindi, inizialmente
un po' a caso e successivamente in modo più mirato, i
principali testi che vi si trovano.