Giornale di Psicologia  Itapi SIPsico: Società Italiana di Psicotecnica Laboratorio_Scuola Polipsichico Ipnosi  Psicotecnica  Phersu: Universita'
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    Tesi di Laurea
     
    Brevi istruzioni operative
     
    Con particolare riferimento al caso di
    Psicologia della personalità a Torino
     

    Consigli per la tesi di laurea - Alcune indicazioni particolarmente utili, su cui basarsi per realizzare la tesi.
     

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    Premessa
     
     
    La Tesi di Laurea (in psicologia) coincide con il compimento di un percorso di studi impegnativi, durato diversi anni. E' anche il rito di passaggio dalla condizione di giovane che si sta formando (spesso ancora molto legato alla famiglia) a quella di adulto che afferma la propria autonomia e la propria indipendenza esistenziale (in particolare: nel mondo del lavoro), ovvero dalla condizione di Studente a quella di Studioso e di Professionista.
    L'esperienza della Tesi di Laurea rappresenta un'opportunità rilevante nella formazione universitaria. Essa impegna notevolmente lo Studente, sia in termini intellettuali sia in termini emotivi e di tempo.
    Il modo di redigere la Tesi, così come i molti dettagli tecnici e adempimenti burocratici relativi, non viene tuttavia fatto oggetto di insegnamento specifico nell'ambito del corso di studi.
    Come in tutto il corso di studi, esiste invece un grande desiderio-necessità di istruzioni precise.
    Ricevere delle indicazioni sul da farsi serve come contenitore per le proprie ansie (fatto in sè non spregevole, ancorchè malvisto da alcuni) ma anche come viatico, da considerare in termini critici, per non disperdersi in aspetti formali e organizzativi pure importanti ma che poco hanno a che fare con il vero e proprio lavoro (di analisi, di ricerca, critico, espressivo, ecc) che rappresenta il nucleo forte della Tesi.
    Se dunque è bene non colludere con le ansie degli studenti (dei futuri psicologi), tuttavia è altrettanto bene cercare di aiutarli nel loro lavoro.
    Ho dunque riportato alcune indicazioni di massima, per rispondere ai problemi, anche di dettaglio, che più frequentemente si presentano durante il lavoro (e quindi a molte delle domande che, in base alla mia personale esperienza, vengono poste dai Tesisti).
    Tali indicazioni rappresentano un quadro di riferimento indicativo e generale, da non prendere alla lettera.
     
    Gli obiettivi che mi sono proposto sono fondamentalmente due:
     
    1) Delineare una strategia logica per il lavoro di Tesi, suggerendo anche la sequenza di atti e interventi da compiere successivamente
    2) Fornire, se possibile, qualche dettaglio (sia concettuale sia pratico) per ottenere il risulato tentativamente migliore.
     
    Il quadro di riferimento delineato è quello sviluppato da chi scrive, all'interno del corso in psicologia della personalità presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Torino.
    Benchè le indicazioni riportate in questo breve documento si ispirino al modo generale di produzione delle Tesi (e valgano quindi, in linea di massima, per qualsiasi Tesi, in psicologia e non, a Torino e non), esse hanno valore in qualche modo prescrittivo solo per chi lavora all'interno di questo gruppo.
    Tali indicazioni non rappresentano dunque, assolutamente, una prescrizione ufficiale della Facoltà o dell'Università. Varrà anzi la pena che quanti, pur non sviluppando la Tesi all'interno del nostro gruppo, volessero ispirarsi anche al quadro proposto quì, verifichino poi i dettagli con il proprio Relatore, ovvero con la propria Segreteria universitaria, per non commettere troppi errori.
     
    Per quanto mi riguarda, ho preferito comunque produrre indicazioni anche relativamente circoscritte (pur rendendomi conto che queste si legano alla mia particolare filosofia) piuttosto che restare sulle generali. Ritengo infatti preferibile delineare un quadro quanto più possibile preciso e completo, piuttosto che fornire solo indicazioni di massima (cioè, spesso, incerte) le quali, non di rado, suscitano più dubbi di quanti ne risolvano.
     
    Il principio del costante dubbio filosofico, che rappresenta comunque un criterio fondamentale cui ispirare il lavoro di qualsiasi ricercatore (anche alle prime armi, quale è il Tesista) non significa infatti lasciare tutto nel vago, bensì piuttosto analizzare puntualmente ogni aspetto in termini critici.
     
    Alcune indicazioni appariranno anche troppo elementari e di dettaglio. Può darsi che lo siano, ma nascono quasi sempre da domande specifiche e circostanziate poste da singoli Tesisti in carne e ossa, ovvero dall'esperienza diretta di errori e disguidi, basati su originali interpretazioni (da parte del Tesista) riguardo al modo migliore di agire, che a volte non mi sarei immaginato (e che pure ho visto mettere in atto con convinzione).
     
    Per quanto concerne il contenuto (scientifico) vero e proprio della Tesi, rimandiamo ad altre sedi e occasioni.
     
     
     
     
     
    Attenzione!
     
    Questi appunti sono stati pensati, dall'inizio, come un servizio per gli studenti. Sin dalla loro nascita, sono sempre stati pronti per essere rivisti e aggiornati.Siamo sempre ben felici di ricevere quante più possibili comunicazioni, suggerimenti e correzioni (per iscritto), utili a un continuo perfezionamento, all'indirizzo:
     
    mail@feliceperussia.it
     
     
     
     

    Trovate indicazioni per scaricare, direttamente sul vostro computer, i programmi professionali freeware (in condivisione gratuita) che servono per scrivere, impaginare, calcolare, realizzare presentazioni, produrre o elaborare immagini e grafica ecc nella pagina di Itapi.org relativa alle Fonti Software.
     
     
     
     
     
    Significato e funzioni della Tesi di Laurea

    La redazione di un testo scritto finale per conseguire un titolo di livello universitario non è una pratica presente in tutto il mondo. Essa è tuttavia molto diffusa, mentre nell'Università italiana rappresenta di fatto un obbligo assoluto.
    Tutta l'università è concepita per aiutare lo Studente ad agire in modo autonomo. Alle scuole elementari il bambino viene preso per mano poi, progressivamente, gli viene richiesto di fare sempre di più per conto suo. All'università deve imparare a sbrigarsela da solo in molti aspetti del suo percorso (ciò dipende da limiti organizzativi, ma anche da una consapevole strategia formativa). La Tesi è fondamentalmente il saggio finale, la prima occasione e la dimostrazione di tale acquisita autonomia.
    La redazione della Tesi fornisce alcune interessanti opportunità che rappresentano un fatto relativamente unico nell'ambito del corso di studi. Tra queste è possibile segnalare in particolare la possibilità (per il Tesista) di:
     
    - Avvicinare di molto il professore, che lo segue individualmente
    - Partecipare a un lavoro di bottega all'interno di un gruppo di ricerca;
    - Seguire personalmente un lavoro psicologico (in particolare: una ricerca) in tutti i suoi aspetti, e cioè dall'inizio alla fine;
    - Scrivere di psicologia invece che leggerla solamente, e quindi capire molto meglio la complessità e la problematicità (oltre che la fatica) di quanto solitamente si legge come se fosse semplice, ovvio ed evidente;
    - Esprimersi, se possibile, in modo creativo e originale;
    - Sperimentare meglio la disciplina del lavoro con un obiettivo preciso;
    - Impratichirsi nella valutazione obiettiva del lavoro altrui, attraverso l’osservazione analitica della letteratura di ricerca;
    - Last but not least: perfezionarsi nell'uso del computer, dell'inglese, delle biblioteche e delle banche dati, nella redazione di un rapporto.
     
     
    Avvicinarsi alla Tesi

    E' meglio pensare alla Tesi molto presto nel procedere del proprio corso di studi, invece che attendere (come spesso avviene) l'ultimo momento. Ciò permette di lavorare con maggiore calma, serenità e consapevolezza.
    Largomento della Tesi di Laurea deve essere definito nell'ambito di uno dei raggruppamenti scientifico-disciplinari in cui lo studente ha sostenuto o sosterrà almeno un esame.
    E preferibile ottenere l'assegnazione della Tesi quando si hanno ancora esami da sostenere, così da ottimizzare gli intervalli fra un esame e l'altro ovvero da ridurre i tempi morti nella redazione della Tesi stessa.
    Capita infatti che si presentino dei periodi di attesa (di un libro ordinato; di una risposta da uno studioso; di contatto con soggetti del campione; ecc) i quali possono essere appunto riempiti dallo studio per gli esami.
    Il tempo minimo (ma proprio minimo) previsto per produrre la Tesi è di 6 mesi. E' tuttavia del tutto normale che le si dedichi almeno un anno. Alcune Tesi possono richiedere anche molto più tempo.
    La Tesi è spesso sviluppata nel contesto di un gruppo di ricerca. Ci si deve quindi adattare, in molte circostanze, anche ai tempi e ai ritmi degli altri.
    E' praticamente impensabile, per semplici ragioni di scarsa esperienza (non certo di capacità potenziale o di intelligenza), che uno Studente abbia la capacità attuale di condurre completamente da solo una ricerca originale degna di questo nome. Esistono naturalmente le eccezioni, ma in genere quello che il Tesista si trova a svolgere è un buon lavoro di collaborazione da apprendista.
    Tale impegno risulta in effetti piuttosto complesso e richiede di applicarsi con intensità e passione. Riuscire a produrre una buona Tesi significa essere molto bravi, imparare un modo di lavoro che risulterà utile nel proprio mestiere, sviluppare le capacità per contribuire, in futuro, alla crescita della disciplina e della professione.

     
     
     
     
     
     
     
    Chiedere la Tesi

    Tutti i professori (ordinari e associati), e gli altri docenti (professori a contratto, ricercatori con un corso in affidamento) possono essere relatori di Tesi. L'elenco dei docenti di psicologia è facilmente accessibile, assieme a tante altre informazioni, presso il sito della Facoltà di Psicologia.
     
    Nell'ambito della Facoltà viene compiuto uno sforzo per distribuire equamente le Tesi fra tutti i docenti. Tuttavia: alcuni ricevono molte richieste, altri poche; alcuni credono nelle Tesi e le seguono con passione, altri non ci credono e cercano di ridurle al minimo.
    Ciascun docente può avere suoi criteri per assegnare le Tesi. Ad esempio: un determinato punteggio medio, il fatto di avere sostenuto certi esami, ecc.
    In particolare: è obbligatorio che il Tesista abbia sostenuto almeno un esame nella disciplina in cui intende laurearsi.
    Può anche essere che il docente segua già molte Tesi, per cui non ne assegna di nuove fino a che le precedenti non sono state discusse.
    Nel caso specifico di chi scrive, ad esempio, per poter chiedere la Tesi in Psicologia della personalità, occorre prima (quanto meno) superare un piccolo esame, direttamente con me, in cui dimostrare una conoscenza precisa di quanto esposto in queste stesse "Brevi istruzioni dettagliate", così da cominciare subito la Tesi sapendo bene come fare.
     
    Ciascun docente (ciascun Relatore) ha una propria impostazione teorica, epistemologica e di ricerca. E' verosimile, e per molti aspetti giusto e necessario, che questi richieda al Tesista di seguirealmeno indicativamente i criteri in cui crede, pur nel rispetto delle opinioni di ciascuno. Per certi aspetti la sua funzione è quella di fornire testimonianza di uno stile originale di lavoro. Ne consegue che la Tesi andrà impostata anche considerando la filosofia psicologica del Relatore.
     
    Considerate anche che, con una certa frequenza, vengono assegnate, e quindi prodotte, tesi a più mani (da due o anche da tre tesisti insieme). La tesi rimane comunque un lavoro individuale, come paternità-maternità e come responsabilità, benchè possa risultare utile e produttivo collaborare con altri su uno stesso tema, sotto il coordinamento del Relatore.
     
    Capita spesso che lo Studente vaghi per il Dipartimento chiedendo Tesi a destra e a manca. Studiate bene la strategia di richiesta della Tesi e non farete troppa fatica.
    Non chiedete la Tesi a tutti quelli che incontrate. Perdete tempo voi e lo fate perdere agli altri.
     
    Se proprio non trovate nessuno che vi assegni la Tesi, esiste anche uno Sportello Tesi, presso il Dipartimento di psicologia, che vi potrà dare una mano. In ultima istanza, potete sempre andare dal Preside della Facoltà a chiedere aiuto (fatelo con la massima cautela: lui ha un'infinità di cose da fare per tenere in piedi la Facoltà stessa, cioè nell'interesse di tutti).
     
    Se avete parlato a un Relatore per la Tesi e poi cambiate idea, è cortese dirglielo, poichè ciò gli permette di programmarsi meglio (e di lavorare meglio con gli altri Tesisti). Ricordate che, se vi ha firmato il foglio di assegnazione della Tesi, non potete più cambiare Relatore senza una sua dichiarazione liberatoria.

    Argomento della Tesi

    L'argomento della Tesi può essere proposto dallo Studente, oppure dal Relatore, oppure anche emergere da una discussione-trattativa fra i due.
    Se avete una bella idea, proponetela. Tenete conto, però, che il Relatore segue gli argomenti che conosce, per cui occorrerà in genere adattarla alla sua competenza, alla sua filosofia scientifica e al suo stile.
    Proponete comunque, eventualmente, un tema che abbia a che fare con il corso che il Relatore tiene in università, o almeno con i suoi interessi di ricerca, deducibili dalla sua immagine di studioso ovvero dalle sue pubblicazioni (reperibili, in forma relativamente aggiornata, presso il sito della Facoltà di Psicologia).
    Considerate però anche che gli interessi scientifici di ogni ricercatore evolvono di continuo, per cui il vostro beniamino potrebbe avere studiato a lungo un argomento che ora non gli interessa più, ovvero essere preso da nuove ricerche non ancora pubblicate.
    Aspettativi insomma che vi proponga qualcosa, più che seguire le vostre proposte, magari in una direzione che non avevate previsto (potrete dunque avere delle sorprese, a volte un po' deludenti ma a volte entusiasmanti).
    Pensate comunque anche una vostra ipotesi. Tenete conto dei vostri interessi psicologici, ma anche di aspetti esistenziali e magari (ma non necessariamente) delle idee che avete sul vostro futuro professionale.
     
    Considerate che in psicologia ci sono tre dimensioni principali di approccio: le teorie (ad esempio: la psicoanalisi, piuttosto che il modello della terza forza), i metodi (ad esempio: il laboratorio, piuttosto che le rilevazioni con questionario), gli oggetti (ad esempio: i disturbi alimentari, piuttosto che le tendenze aggressive).
    Lo stesso oggetto (ad esempio: le relazioni interpersonali) può essere affrontato secondo teorie diverse (ad esempio: cosa ne dice Kohut, piuttosto che Heider) e con metodi differenti (ad esempio: storie di vita, presentazione di fotografie).
    La stessa teoria può affrontare argomenti diversi con metodi diversi. Lo stesso metodo è usato da teorie diverse.
    Insomma: tenete conto di tutti e tre gli aspetti, che giocano dialetticamente tra loro.
     
    Un punto da cui partire può essere anche la disponibilità di un'occasione (specie: di un campione particolare). Ad esempio: se conoscete molti peruviani, potete studiare la loro immagine dell'Italia, oppure vedere se rispondono in modo diverso rispetto agli svedesi (posto che abbiate accesso anche a un club di svedesi) a una scala di stili amorosi. Pensateci bene, potrebbero venirvi idee interessanti.
     
    E' bene considerare che qualsiasi argomento, se affrontato con serietà, sistematicità ed eleganza, diventa più interessante (e più coinvolgente a livello personale) ogni giorno in più che gli si dedica, anche se all'inizio poteva sembrare solo una fantasia maniacale del Relatore.

    Il Relatore

    Il Relatore per metà si sceglie e per metà si prende quello che c'è.
    Anche se possono esservi delle preferenze, tutti i docenti della Facoltà possono essere ottimi relatori.
    Il Relatore svolge una funzione di catalizzatore e di supervisore. Segue la Tesi da vicino, con indicazioni, consigli, revisioni, ma soprattutto aiuta lo Studente in un percorso che è principalmente suo.
     
    Lo Studente (l'essere umano) nutre spesso una naturale predisposizione affiliativa, per cui capita che si affidi al docente un po' come al proprio salvatore. La funzione del Relatore è invece quella di un tutore, o di un mèntore, piuttosto che di un produttore di regole e ricette da seguire pedantemente.
    Indipendentemente dalla simpatia personale (ogni Relatore stima e ama tutti i suoi Tesisti allo stesso modo), il Relatore è anche il giudice della Tesi. Agisce dunque anche da coscienza critica, talvolta con severità. Non sarebbe un buon formatore se si identificasse troppo con il Tesista, ovvero se ritenesse che il giudizio sulla Tesi sia un giudizio su di lui (Relatore), invece che sullo Studente.
     
    Presso alcuni insegnamenti, può succedere che il Relatore si faccia aiutare da un Assistente o collaboratore, con varia qualifica, nel seguire la Tesi. In questi casi, potrà capitare di frequentare soprattutto tale Assistente. Il responsabile della Tesi rimane comunque il Relatore.

    Titolo

    Il titolo della Tesi rappresenta la sintesi, il progetto, del lavoro di Tesi. Va scelto con oculatezza e con convinzione, in accordo col Relatore. Deve essere breve, semplice, chiaro e riassuntivo del senso della Tesi.
    E' un momento molto importante della Tesi. Nel titolo viene sintetizzato lo sforzo di un anno, ovvero la prima vera occasione (protetta) di essere attore più che spettatore del movimento psicologico.
     
    Il titolo della Tesi, una volta che è stato definito, va considerato definitivo. Esso rappresenta il nucleo centrale attorno a cui si struttura tutto il lavoro. E' l'obiettivo da raggiungere, il simbolo, la bandiera del proprio sforzo. Va dunque preso con molta serietà.
    Il titolo va riportato nel modulo di assegnazione della Tesi da depositare in Segreteria e deve essere approvato e firmato dal Relatore.
     
    Il titolo non si cambia se non per stretta necessità, cioè possibilmente mai. Per cambiarlo, è comunque necessario ripresentare in Segreteria il modulo di assegnazione della Tesi, con il nuovo titolo, controfirmato dal Relatore (che lo controfirma solo se ritiene che il cambiamento sia veramente necessario, cioè di rado).
    Ricordate, lo ripeto, che, una volta firmato, il titolo vi vincola al Relatore. Non potete cioè depositarne un altro, se non in accordo col quel Relatore.
     
     
     
     
     
     
     
    Una volta che la Tesi è stata assegnata

    Adempimenti formali

    Quando che la Tesi è stata assegnata, e ne è stato definito il titolo, occorre prendere in Segreteria, e lì consegnarlo una volta compilato, il modulo che certifica l'avvenuta assegnazione della Tesi da parte del Relatore (nonchè il deposito del titolo).
    Il modulo deve essere depositato in Segreteria almeno sei mesi prima della data di consegna del libretto e del volume della Tesi per essere ammesso all'esame di Laurea.
     
    La data da cui partono i sei mesi minimi per lo svolgimento della Tesi è la data di consegna materiale del modulo (il timbro di avvenuta ricezione) in Segreteria, non quella che il Professore scrive sul foglio e che coincide con la firma appunto da parte del Relatore (quindi: consegnate il modulo immediatamente dopo che è stato firmato, senza attendere oltre).
     
    Ricordo, una volta di più, che per tutti gli adempimenti formali (i quali subiscono continue modifiche, nel tentativo di migliorare sempre di più la situazione) è bene verificare sempre le ultime indicazioni presso la Segreteria o presso il Punto Informativo.

    Contatti con il Relatore

    Il confronto con il Relatore è un aspetto importante del lavoro di Tesi. Questi svolge infatti, si è detto, la funzione di supervisore, e spesso anche di direttore di ricerca, per il vostro lavoro.
     
    Lo Studente incontra il Relatore, quanto meno: nel suo corso di lezioni e all'esame; per un primo colloquio di richiesta della Tesi; per colloqui successivi di focalizzazione dell'argomento; per firmare il foglio di presa in carico della Tesi; per verifiche successive del progredire del lavoro e per porre domande specifiche; per avere l'approvazione del testo finale; prima della discussione di Laurea per eventuali precisazioni e rassicurazioni.
    Molti incontri sono individuali. Altri possono essere collettivi, nel senso che alcuni professori organizzano dei gruppi-tesi (generali o su aspetti particolari) per trattare insieme aspetti comuni a diverse Tesi.
     
    Ogni volta che vi recate dal Relatore per la Tesi, ricordategli sempre, in apertura (e nel vostro interesse): chi siete; qual'è l'argomento della vostra Tesi; cosa avete prodotto dall'ultima volta che vi siete visti; a che punto siete.
    E' verosimile che il Relatore segua varie Tesi e si occupi di varie altre faccende, per cui si ricorderà di voi, anche molto bene, ma non necessariamente nei minimi dettagli.
     
    Ogni volta che incontrate il Relatore, portate con voi tutto quello che avete prodotto fino a quel momento. I materiali possono essere presentati su dischetto, ma, perchè il Relatore possa osservarli con facilità, è bene che glie ne sia fornita una copia su carta (che è consultabile in modo più immediato). E' bene che il materiale scritto sia sempre corredato dell'indice.
    Potete chiedere liberamente al Relatore tutto ciò che vi pare utile, esprimendo dubbi e ipotesi.
     
    Per rendere l'incontro più produttivo, presentatevi già con degli appunti scritti, in cui avrete segnato le varie questioni mano a mano che vi vengono in mente durante il lavoro.
     
     
     
     
     
    Il computer

    La Tesi si scrive al computer, pare quasi pleonastico dirlo (ma mi capita ancora oggi di seguire tesisti ben poco pratici di questo strumento).
    Ciò permette di lavorare meglio, di gestire il testo apportandovi modifiche fino all'ultimo momento, di sviluppare con facilità elaborazioni dei dati della ricerca (calcoli, tabelle, statistiche).
     
    Al giorno d'oggi, con l'uso del computer, produrre la Tesi significa anche familiarizzarsi con uno strumento e una tecnica (il computer, appunto) praticamente indispensabile in qualsiasi contesto di lavoro.
    Esistono due famiglie principali di personal computer: Apple e PC. Vanno bene tutti. Tra l'altro: entrambe le famiglie di computer (assieme ad altre più evolute) sono ampiamente rappresentate nel Dipartimento e nella Facoltà di Psicologia.
     
    Se approfittate dell'occasione per procurarvi un computer, è senz'altro consigliabile acquistarne uno che disponga di un lettore di CD Rom e che permetta l'allacciamento alla rete Internet (dotato cioè di un modem).
     
    Per scrivere, si possono utilizzare svariate applicazioni. Si suggerisce comunque di scegliere l'applicazione più diffusa attualmente, e cioè "Word", anche perchè è quella meglio gestibile in Dipartimento (e più facilmente trasferibile da una famiglia all'altra di computer).
     
    E' consigliabile studiare Word (ovvero il programma di scrittura che si usa) con una certa attenzione, poichè contiene alcune funzioni, magari non diffusamente conosciute ma molto efficaci e che conviene sforzarsi di utilizzare.
    Una funzione fondamentale è il sommario impostato in modo automatico (che in realtà ho scoperto non essere molto utilizzato dagli utenti).
    Si consiglia di utilizzare il sommario automatico fin dalle prime righe della Tesi e nel modo più analitico possibile (producendo molti titoli e sottotitoli). Esso svolge infatti sia la funzione di tenere sotto controllo la distribuzione delle dimensioni dei capitoli, sia di avere costantemente sotto mano la scaletta del lavoro che si sta realizzando, sia di produrre facilmente in gni momento (e quindi anche alla fine) un indice preciso e completo.
     
    Un'altra funzione molto utile è il foglio degli stili. Questa permette di impostare in modo autonomo e uniforme ogni singola parte di testo (normale, titoli, citazioni, bibliografia, ecc), modificandoli a discrezione e con facilità.
     
    Per l'elaborazione dei dati si possono utilizzare diverse applicazioni.
    Un modo molto efficace è quello di lavorare in Excell, usando formati standard, ed elabolarli successivamente con qualsiasi applicazione statistica. Anche per i dati, la compatibilità tra famiglie di computer è quasi totale.
     
    Per tutto ciò che riguarda la gestione computerizzata di dati e documenti può risultare utile il supporto fornito alla Facoltà di Psicologia dal Centro Interdipartimentale di Servizi Informatici e Telematici per le Facoltà Umanistiche (meglio noto come CISI), che si trova al sesto piano di Palazzo Nuovo.
    Merita rivolgersi a questa importante struttura per vari aspetti della Tesi. Il dettaglio dei molti supporti (hardware, software, di rete, ecc) liberamente utilizzabili (in genere: previa registrazione) dagli studenti e dai Tesisti di psicologia va richiesto direttamente al CISI, presso la sede o in rete.

    Per quanto riguarda il software, tenete conto che dalla rete è possibile scaricare una quantità di programmi gratuiti più che sufficienti per lavorare al meglio.
    Un'ampia gamma di tali applicazioni può essere raggiunta anche partendo dai nostri
    links
     
     
     
     
     
     

    La lingua inglese

    La stesura di una Tesi di Laurea presuppone la conoscenza dell'inglese (o meglio: dell'americano o dell'inglese internazionale). Il mondo scientifico si esprime in questa forma di latino moderno.
    Si utilizzano talvolta anche altre lingue, ma piuttosto marginalmente. La gran parte dei manuali più ricchi e aggiornati, ovvero delle riviste scientifiche, in psicologia, è scritta in inglese. Anche le riviste pubblicate in altre lingue contengono generalmente dei riassunti in inglese.
    La Tesi è dunque anche una occasione per rinverdire la propria conoscenza di questa lingua indispensabile.
     

    Fonti dei dati

    Nel lavoro di Tesi ha molto rilievo la raccolta di dati già disponibili in letteratura. Qualsiasi sia l'argomento trattato, occorre sempre conoscere bene il quadro di quanto è già stato rilevato dagli altri ricercatori.
     
    Le fonti dei dati possono essere diverse. Avvicinare tali fonti è sempre il primo indispensabile passo nel lavoro di Tesi, anche prima (ma soprattutto dopo) avere definito il titolo.
     
    Occorre in primo luogo andare in biblioteca (in particolare, ad esempio: quella del Dipartimento di psicologia; la biblioteca nazionale; la biblioteca del luogo in cui si risiede; ecc).
    In biblioteca, si consulta il catalogo per argomenti, in tutte le voci che possono avere a che fare, più o meno direttamente, con l'argomento della propria Tesi. Si consultano quindi, inizialmente un po' a caso e successivamente in modo più mirato, i principali testi che vi si trovano.
     
    La seconda fonte cui attingere è rappresentata dalle banche dati. Le più utili contengono, in forma elettronica digitale, repertori di lavori pubblicati. Si possono trovare banche dati in diversi contesti (Internet compresa). Presso il Dipartimento di psicologia ve ne sono diverse, tra cui: Ergonomics, Eric, La Stampa, LLBA, Pollicino, PsychLIT, Social Science, Sociofiles, ecc.
    La più utilizzata (ma non certo l'unica) per una Tesi in psicologia è quella, gestita dalla American Psychological Association, detta "PsychLIT". Essa contiene, più o meno, tutti i riassunti degli articoli (decine e decine di migliaia) riportati negli Psychological Abstracts, oltre al sommario (a volte con brevi abstract) di molti libri recenti.
    La si consulta (come tutte le banche dati) utilizzando parole chiave (si scrive la parola e il computer seleziona immediatamente tutti i lavori in cui quella parola compare), secondo criteri molto semplici contenuti in un help di istruzioni presso la banca dati stessa. Quindi si versano (download) tutti gli abstract degli articoli su un dischetto (floppy HD da 3.5).
    Se si va in biblioteca, tale dischetto deve essere portato già formattato (per Windows) da casa. Occorre prenotarsi per la consultazione (poichè sono in molti a farne uso).
    La lettura degli abstract, che si può compiere tranquillamente sul computer di casa (una volta caricati gli abstract sul dischetto), fornisce un primo quadro fondamentale della situazione.
    Si tratterà poi, almeno per gli articoli più importanti (specie le rassegne e le ricerche principali), di andare a cercare le riviste o i libri che contengono per intero i testi che ci interessano.
     
    Quando si studia un articolo, o un libro, è importante fare attenzione alla bibliografia che vi è citata. Essa riporta infatti altre voci bibliografiche rilevanti da consultare.
    Un'altra fonte significativa di informazioni è rappresentata dal sistema della rete Internet. Se usata bene, questa può fornire molti dati, permette di lanciare richieste d'aiuto, contiene qui e là siti molto utili (come, ad esempio: alcune banche dati a libero accesso; siti di presentazione o di discussione del tema in oggetto; indicazioni sulle riviste e sulle biblioteche, anche italiane, che contengono le annate, o singoli numeri, delle riviste scientifiche che ci interessano; ecc).
     
    L'impiego di Internet non è un risolutore magico di problemi, ma può rappresentare una via d'accesso rapida e, sempre se avvicinata nel modo più efficace, dalle risorse a volte impreviste.
     
    Per quanto riguarda la ricerca sulla letteratura, spesso capita di identificare alcuni pochi testi veramente importanti, citati costantemente da chi si occupa di quell'argomento, che può valere la pena di acquistare.
    Esistono vari modi (sia attraverso Internet che per lettera) con cui si possono acquistare direttamente i libri presso l'editore (in genere straniero) al prezzo di copertina e senza altri sovrapprezzi a parte le spese postali.
     
    Se si ha occasione, vale assolutamente la pena di visitare una biblioteca straniera ben fornita. In particolare: le ricchissime e aggiornatissime biblioteche della gran parte delle università statunitensi (e di qualcuna europea), cui si accede piuttosto liberamente una volta sul posto e dove i testi sono in libera consultazione con accanto delle fotocopiatrici (si entra direttamente nel deposito, senza bisogno di redigere moduli per ogni singolo testo da vedere) rappresentano una occasione eccezionale.
    Recarsi fino a Columbia o a Berkeley è molto costoso ma, se appena possibile, è consigliabile fare ogni sforzo per provarci.
     
    Molte risorse, disponibili in rete, si possono raggiungere anche navigando a partire dai nostri links oppure direttamente nella nostra biblioteca online.
     
     

    Struttura della Tesi

    Le Tesi di psicologia, e in particolare quelle condotte nell'ambito del Laboratorio di Psicotecnica, hanno spesso un contenuto di ricerca empirica.
    La struttura della Tesi è dunque paragonabile a quella di ogni altro lavoro di indagine scientifica, che si compone, immancabilmente, della medesima sequenza rituale: Premessa; Metodologia; Risultati; Commento; Bibliografia.
     
    Nel caso della Tesi di Laurea, tuttavia, viene dato uno spazio particolarmente ampio alla premessa, che negli articoli pubblicati in una rivista scientifica rappresenta invece, solitamente, solo una breve introduzione di inquadramento. In quest'ultimo caso si punta infatti l'attenzione quasi esclusivamente sui dati di ricerca.
     
    Le Tesi si strutturano dunque solitamente in due parti, di peso similare:
    1) Rassegna della letteratura scientifica.
    2) Presentazione della ricerca empirica.
     
    La Tesi non ha una dimensione predefinita
    Tuttavia, trattandosi di un saggio in cui mettere alla prova e mostrare la propria competenza, può essere utile rispettare alcuni criteri.
    Generalmente si sta fra le 100 e le 150 pagine (al massimo), organizzate secondo i criteri indicati più avanti, nel paragrafo relativo alla impaginazione del testo.
    Lo stile in cui scrivere la Tesi si ispira al modello scientifico in uso nei libri e soprattutto negli articoli delle riviste scientifiche.
     
    La Tesi deve essere redatta in forma sintetica e chiara, con frasi corte (non più lunghe di 2/3 righe l'una), periodi brevi (non più lunghi di 10/20 righe l'uno), paragrafi brevi (1/3 pagine al massimo), con molti titoli e sottotitoli.
    Occorre fare riferimento a tutto ciò che ha rilievo per il tema trattato, ma sempre in forma molto contenuta.

    Frontespizio

    La Tesi comincia con un frontespizio o intestazione.
    Questa contiene: l'indicazione dell'Università, quella della Facoltà e del Corso di Laurea, il titolo della Tesi, il nome dell'autore (il Tesista), il nome del Relatore, eventualmente l'anno accademico.
     
    Un esempio può essere (su righe una sotto l'altra, generalmente centrato):
     
    Università degli Studi di Torino
    Facoltà di Psicologia
    LE TECNICHE ATTIVE NELLA FORMAZIONE PERSONALE
    Relatore: Prof. Konstantin Stanislavskij
    Candidato: Antonin Artaud (n. matricola: 7654321)
    Anno Accademico 2001/2002
     

    Indice

    La prima pagina dispari (a destra), dopo quella che contiene il frontespizio, presenta l'indice o sommario.
    L'indice riporta, in dettaglio e uno sotto l'altro, i titoli dei capitoli e dei paragrafi (nonchè degli eventuali sotto-paragrafi), con accanto, in una colonna, la pagina di inizio per ciascuno.
     
    E' bene che l'indice sia quanto più possibile dettagliato (spesso occupa 2/4 pagine). Esso rappresenta, in un certo senso, la sintesi schematica della Tesi. Serve al lettore (al Relatore) per farsi una prima idea generale del lavoro e al Tesista per tenere sotto controllo quello che ha fatto.
     
    Come già ricordato, per la redazione dell'indice è consigliare utilizzare sin da subito il sistema di sommario automatico presente nel programma di scrittura.

    Suddivisione del testo

    Le varie parti del testo devono essere identificate in modo chiaro, con un titolo separato per ciascuna.
    Il testo può essere suddiviso a vari livelli: parti; capitoli; paragrafi; sotto-paragrafi.
    E' bene che i vari livelli di suddivisione siano omogenei, nel senso che i capitoli debbono avere dimensioni relativamente simili (ad esempio: 10/30 pagine) così come i paragrafi (ad esempio: 1/3 pagine).
     
    Le parti della Tesi sono generalmente due:
    - Parte Prima, ovvero la rassegna della letteratura scientifica disponibile sull'argomento
    - Parte Seconda, ovvero la ricerca.
    I capitoli possono essere in numero variabile.
     
    Nella prima parte (Rassegna) ne sarà presente uno per ogni argomento rilevante connesso con il tema della Tesi.
    Ad esempio, se il titolo è "Le relazioni di amicizia fra gli attori professionisti", vi sarà, quanto meno: un capitolo sulle relazioni interpersonali; uno sulle close relationships (in particolare: l'amicizia); uno sulla condizione di attore professionista; uno sulle relazioni di amiciza fra gli attori.
    Nella seconda parte (Ricerca) ci saranno i capitoli: metodologia; risultati; conclusioni e commento.
     
    I capitoli cominciano sempre dalla cima di una pagina nuova. Il titolo del capitolo va tutto in maiuscolo e in grassetto. E centrato.
    I paragrafi continuano, nel testo, uno di seguito all'altro.
    Il titolo dei paragrafi è in Maiuscolo/minuscolo (prima lettera maiuscola, il resto minuscolo), allineato a sinistra, sempre in grassetto. Lo stesso vale per eventuali sotto-paragrafi.
    Il titolo di ciascun paragrafo (o sotto-paragrafo) è su una riga a parte e, in linea di massima, separato dal testo precedente con due spazi e dal testo successivo con uno spazio.
     
    I capitoli sono numerati progressivamente per tutta la Tesi (1, 2, 3 ... 9, 10, ecc).
    I paragrafi sono numerati progressivamente all'interno di ciascun capitolo (1.1; 1.2; 1.3 ... 1.9; 1.10; ecc).
    Gli eventuali sotto-paragrafi sono numerati progressivamente all'interno di ciascun paragrafo (1.1.1; 1.1.2; 1.1.3 ... 1.1.9; 1.1.10; ecc).

    Riferimenti

    Tutto ciò che viene ripreso da una qualche fonte deve essere riportato con esplicito riferimento alla fonte da cui è stato ricavato.
    Un lavoro scientifico è solitamente costellato di riferimenti nel testo.
    Quanto vi viene affermato deve generalmente essere supportato dalla testimonianza di molti altri studiosi, che hanno condotto ricerche o sviluppato interpretazioni al riguardo. I riferimenti alla letteratura scientifica vanno dunque utilizzati liberamente e ampiamente, tutte le volte che possono risultare utili. Essi rappresentano un po' il pedigree della Tesi.
     
    Il riferimento nel testo segue esclusivamente la regola: Cognome dell'autore, anno di pubblicazione.
    Un esempio qualsiasi potrebbe essere:

    "Il corso di Laurea in psicologia, in Italia, è molto interessante (Caprara, Dazzi e Roncato, 1989). Alla fine del corso di Laurea è necessario produrre una Tesi scritta, per la redazione della quale è possibile ispirarsi, su di un piano generale, a vari modelli (Eco, 1977; Pozzoli, 1986; Perussia 1997). E' comunque importante, per il futuro psicologo, tenere conto delle indicazioni fornite dal ben noto Manuale redatto dalla American Psychological Association (1994)."
     
    Se vi sono più opere di uno stesso autore pubblicate nello stesso anno, anche nel testo, come in bibliografia, vanno contrassegnate con lettere progressive.
    Esempio:
     
    "E stato rilevato sperimentalmente che quando piove ci si bagna (Rossi, 1985a), ma che questo avviene anche quando ci si tuffa in mare (Rossi, 1985b)."
     
    Se gli autori di un articolo o libro citato sono due o tre, vanno tutti ripetuti ogni volta. Ad esempio: (Rossi, Bianchi e Verdi, 1994).
    Se gli autori del lavoro sono più di tre, si cita solo il primo seguito da "et al". Ad esempio, per un lavoro del 1988 di Rossi, Bianchi, Verdi, Gialli e Turchini, si citerà: (Rossi et Al, 1988).
    Nella bibliografia andranno riportati comunque i nomi di tutti gli autori che hanno scritto il lavoro.

    Citazioni

    Il contenuto della Tesi consiste esclusivamente di un testo originale prodotto personalmente dallo Studente.
     
    E' assolutamente fuori luogo riportare parti (brani) del lavoro altrui come se fossero proprie (cioè senza dirlo esplicitamente).
    Ove ciò avenisse (e venisse rilevato) si tratterebbe di plagio e la Tesi sarebbe automaticamente rifiutata, con conseguenze di vario tipo (ma sempre negative) per lo Studente.
    Il comportamento assolutamente più squalificante per un ricercatore è appunto quello di plagiare testi altrui (per inciso: secondo la legge italiana, questo tipo di plagio è anche un reato).
     
    E' invece possibile, e anzi si usa spesso, citare letteralmente, in modo esplicito, piccoli e sintetici brani del lavoro altrui.
    La presenza di citazioni utili e puntuali è un fattore di qualità del lavoro scientifico.
    Si tratta, in questi casi, di un tipo particolare di riferimento nel testo.
    Quando ciò avviene, la parte di testo ripresa dal lavoro di un altro autore deve tassativamente essere messa tra virgolette, indicando, tra parentesi, il riferimento bibliografico e la pagina del testo originale da cui è stata ricavata la citazione.
    Esempi:
    "Come ha notato Barba (1991, 223): "Inventare il senso, infatti, vuol dire soprattutto saper cercare il modo per trovarlo"."
    "Ma perchè dalle pagine scritte i personaggi balzino vivi e semoventi bisogna che il drammaturgo stesso trovi la parola che sia l'azione stessa parlata, la parola viva che muova, l'espressione immediata, connaturata con l'atto, l'espressione unica, che non può essere che quella" (Pirandello, 1908, 214).
     
    Una citazione breve (di una frase o di poche righe) resta all'interno del testo. Una citazione più lunga viene riprodotta sotto forma di capoverso con corpo e formattazione differente (ridotti) in modo da apparire ben riconoscibile.
    Esempio:
    “Possiamo dunque paragonare lo spirito di un uomo a un teatro di una profondità indefinita, la cui ribalta è molto stretta, ma la cui scena si va allargando a partire dalla ribalta. Su questo proscenio illuminato non c’è posto che per un solo attore. Questi arriva lì, gesticola per un momento, si ritira; ne compare un altro, poi un altro, e così di seguito: ecco l’idea o l’immagine in primo piano. Al di là, sui diversi piani della scena, ci sono altri gruppi, tanto meno chiari quanto più sono distanti dalla ribalta. Al di là di questi gruppi, tra le quinte e il lontano retroscena, si trova una moltitudine di forme oscure che una chiamata improvvisa porta talvolta sulla scena o conduce fin sotto le luci della ribalta, mentre sconosciute evoluzioni si operano costantemente in questo formicolio di attori di tutti gli ordini per fornire i corifei che a turno, come in una lanterna magica, vengono a sfilare davanti ai nostri occhi.” (Taine, 1870, I.278).

     

     
     
    Le citazioni devono sempre essere ricavate dal testo originale. Se l'originale è in lingua inglese, lo si riporta in inglese, altrimenti lo si riporta in lingua originale, seguita da una traduzione in italiano.
    Se invece si fa riferimento a una traduzione italiana del testo originale, allora la citazione va datata con l'anno originale, seguita dall'indicazione della edizione italiana e dalla pagina dell'edizione italiana
    Esempio: "In caso di dubbio, scegliere per il meglio" (Kraus, 1926; edizione italiana, 1985, p.42).
     
    In qualche caso, da ridurre al minimo, può succedere che si riprenda una citazione riportata da un altro autore, che a sua volta cita l'autore che ci interessa.
    In tale circostanza, occorre prima di tutto compiere ogni sforzo per andare a ritrovare il testo originale, e citarlo con riferimento a tale testo. Se questo obiettivo risulta ragionevolmente impossibile, si può (con molta moderazione) riportare una citazione da una citazione, sempre esplicitandola nel testo.
     
    Esempio: "Il conflitto è padre di tutte le cose e di tutte è re, e gli uni fece dei e gli altri uomini, gli uni schiavi e gli altri liberi" (Eraclito, Frammento n.14, citato in: Sforzini, 1970, p.15).

    Note

    Nella Tesi è meglio non introdurre delle note, poichè l'impiego delle note, una volta frequente, è venuto meno nell'uso scientifico contemporaneo, che utilizza generalmente i riferimenti tra parentesi (cognome e anno di edizione, che rimandano alla bibliografia).
    Capita tuttavia di usare delle note, all'interno di volumi veri e propri e secondo criteri che sarebbe lungo spiegare qui (meglio seguire, piuttosto, la regola generale secondo cui le note non si fanno).
     
    Ove risultasse veramente indispensabile introdurre una nota, questa va posta a piede di pagina, con un rimando in apice all'interno del testo e una numerazione progressiva.
    Nei programmi di word-processing è solitamente presente un comando automatico di impaginazione e di numerazione delle note.

    Tabelle (e grafici)

    La Tesi contiene spesso delle tabelle (o anche dei grafici), con i dati della ricerca o altri elementi quantitativi di riferimento.
    Le tabelle sono in genere scritte in un carattere più piccolo del testo normale e vengono contornate da una gabbia costituita di linee sottili.
    Le tabelle si numerano progressivamente nel testo.
     
    Le tabelle devono sempre avere un titolo (generalmente in corsivo) che ne sintetizza il contenuto. La regola è che anche un lettore che guardi solo una tabella (isolata dal testo) possa capire dalla didascalia la sostanza di ciò che la tabella contiene.
     
    La struttura delle tabelle viene organizzata utilizzando gli appositi comandi (“testo in tabella”, “celle di tabella”, “layout di tabella”, ecc) presenti nel programma di scrittura (di solito, nei menù: “inserisci” e “formato”).
     
    La struttura di tabella risulta utile anche per presentare schemi e tavole di sintesi per particolari aspetti del lavoro.

    Illustrazioni

    Nelle Tesi si utilizzano in genere poche illustrazioni. La presenza di illustrazioni nasce infatti solo dalla necessità di presentare qualcosa di indispensabile per la comprensione di quello che la Tesi descrive.
    Non ha senso proporre illustrazioni a scopo decorativo (del tipo: foto generiche di bambini, se la Tesi tratta di soggetti in età evolutiva).
     
    In pratica: anche le illustrazioni, per stare nella Tesi, devono essere originali e funzionali allo svolgimento della Tesi stessa (ad esempio: foto del reparto psichiatrico in cui si è lavorato; foto del pattern sperimentale utilizzato; pianta del laboratorio in cui è stata condotta l'esercitazione sperimentale; ecc).
     
    Anche le illustrazioni devono essere numerate e accompagnate da una didascalia esplicativa.

    Altri particolari

    Nel testo non devono esserci abbreviazioni (ad esempio: APA). Occorre invece fare riferimento a ogni concetto per esteso (ad esempio: American Psychological Association), anche se la voce si ripete nel testo.
    Fanno eccezione casi particolarissimi di sigle molto conosciute (ad esempio: MMPI), da usarsi con grande moderazione e comunque da citare anch'esse per esteso almeno la prima volta in cui compaiono nel testo (ad esempio: Minnesota Multiphasic Personality Inventory).
     
    Nel testo possono essere utilizzati i corsivi (specie per le parole straniere di uso poco comune o per i titoli di libri e riviste), ma occorre evitare decisamente le sottolineature.
    Il grassetto viene impiegato soltanto per il titolo dei capitoli, dei paragrafi e degli eventuali sottoparagrafi.
    Non si usano parole in tutto maiuscolo.

    Appendici

    La Tesi può contenere delle appendici, che svolgono la funzione di documentazione rispetto al lavoro svolto. Ciò accade qualche volta, ma non è affatto indispensabile.
    Si tratta, in genere, di elementi della ricerca che sono necessari per testimoniare una parte del lavoro svolto o per rilevare aspetti molto particolari, ma che risultano anche troppo analitici ed estesi per venire riportati nel testo.
    In generale, comunque, il testo deve essere organizzato con sufficiente chiarezza da risultare completo e comprensibile anche senza appendici.
     
    Tipici contenuti della (o delle ) eventuali appendici possono essere, se del caso: la trascrizione letterale delle interviste registrate; una copia del questionario utilizzato; alcuni dati statistici molto dettagliati e pedanti, ancorchè utili; il testo completo di una legge o di un documento che riguarda il tema della Tesi; ecc.

    Sintesi

    E' utile che, alla fine della Tesi, venga prodotta una sintesi del lavoro svolto. Questo non avviene spesso nelle Tesi italiane, ma può risultare particolarmente utile.
    Nel caso delle Tesi in Psicologia, a Torino, si va consolidando l'uso di produrla abitualmente, così da poterla consegnare a tutti i membri della Commissione in sede di esame di Laurea.
     
    La sintesi consiste, in sostanza, di un riassunto che presenta, in forma breve, tutto quello che nella Tesi è stato descritto analiticamente. Essa svolge la stessa funzione degli abstract presenti negli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche, ma utilizzando un formato un po' più ampio e completo.
     
    La sintesi deve contenere, quanto meno: una breve indicazione del quadro di riferimento da cui si è partiti (la rassegna); indicazioni sulla metodologia (specie: le modalità di raccolta dei dati, il campione, le elaborazioni statistiche effettuate); i risultati principali; un riassunto delle conclusioni.
    La sintesi, delle dimensioni di dieci righe, più o meno, può servire al Relatore, come al Correlatore e agli altri membri della Commissione d'esame, per avere un'idea immediata del lavoro. Essa serve anche allo Studente come falsariga su cui organizzare la presentazione della Tesi in sede di esame di Laurea.
    La sintesi viene stampata separatamente, per cui non entra a far parte del volume della Tesi.
    Nelle Tesi prodotte all'interno dell'Unità di ricerca di psicologia sociale e della personalità, la produzione della sintesi è obbligatoria.
     
     
     
     
     
     
     
    Bibliografia (Riferimenti bibliografici)

    La bibliografia di un lavoro scientifico riveste una notevole importanza, sia di forma che di sostanza.
    La bibliografia contiene esclusivamente i titoli che sono stati citati esplicitamente nel testo.
    Si tratta quindi, più che di una generica bibliografia, di riferimenti bibliografici (references).
     
    La bibliografia può essere organizzata secondo più criteri, simili tra di loro. Ciò che conta veramente è che segua tutta, per tutte le voci, gli stessi criteri.
     
    In generale, si segue il modello normalmente in uso nelle riviste scientifiche. Lo stile bibliografico più diffuso è quello ufficiale della American Psychological Association.
     
    Lo schema base di una voce bibliografica è:
    - cognome dell'autore
    - iniziale, o iniziali, del nome
    - anno di edizione (tra parentesi)
    - titolo del lavoro
    - estremi di pubblicazione.
     
    Le voci bibliografiche sono ordinate in ordine alfabetico, senza distinzione tra articoli e volumi.
    L'ordine alfabetico è dato dall'inziale del cognome. Nel caso di più cognomi uguali, è dato anche dall'iniziale del nome.
    Nei programmi di scrittura per computer è presente un comando ("ordina" o "sort") che provvede a mettere automaticamente in ordine alfabetico le voci di un elenco.
     
    Quando uno stesso autore compare con più lavori di anni diversi, tali lavori vengono ordinati cronologicamente. Ad esempio: prima il (1981), poi il (1987).
    Quando uno stesso autore compare con più lavori datati con lo stesso anno, si fa seguire all'anno una lettera progressiva. La prima voce, ad esempio, sarà: (1993a). La seconda voce: (1993b). La terza: (1993c).
     
    Le voci bibliografiche sono in testo normale, cioè si scrivono come tutto il resto della Tesi.
    Il titolo del lavoro è tutto in minuscolo, salvo la prima lettera. Se cè un sottotitolo, conformemente all'uso internazionale, questo comincia in maiuscolo ed è preceduto da un due punti (“:”).
    Si mette poi in corsivo la parte di testo che identifica il volume cui ci si sta riferendo.
    Nel caso delle riviste scientifiche, che generalmente si considerano strutturate in un volume all'anno (e per questo, di solito, hanno le pagine numerate in modo continuo dal primo all'ultimo numero dell'anno), va in corsivo il titolo della rivista stessa.
    Ecco dunque alcuni esempi:
     
    Perussia F. (1994). Psicologo: Storia e attualità di una professione scientifica. Torino: Bollati Boringhieri.
    [in questo caso di tratta di un volume scritto tutto da uno o più autori]

    Perussia F., Converso D., Miglietta A., a cura (1995). Psicologia futura. Torino: Tirrenia Stampatori.
    [in questo caso di tratta di un volume curato da uno o più autori, che contiene articoli di au­tori diversi]
     
    Hendrick C., Hendrick S. S. (1986). A theory and method of love. Journal of Personality and Social Psychology, 50(2), 392-402.
    [in questo caso si tratta di un articolo di rivista, che riporta anche il numero del volume della rivista con (tra parentesi) il numero del fascicolo della rivista e le pagine specifiche dell'arti­colo]
     
    Lenney E. (1991). Sex roles: The measurement of masculinity, femininity, and androginy. In: Robinson J.P., Shaver P.R., Wrightsman L.S., editors. Measures of personality and social psychological attitudes. New York: Academic Press, 573-660.
    [in questo caso si tratta di un capitolo all'interno di un volume curato da uno o più autori]
     
    I testi cui si fa riferimento vanno sempre visti nell'edizione originale. Può tuttavia capitare di utilizzarne la traduzione italiana. In questo caso, si cita la voce bibliografica originale, seguita [tra parentesi quadra] dagli estremi della edizione italiana. Ad esempio:
     
    Goffman E. (1959). The presentation of self in everyday life. Garden City NY: Doubleday [edizione italiana: La vita quotidiana come rappresentazione. Bologna: Il Mulino, 1969]
    [in questo caso si tratta di un testo straniero tradotto]
     
    Anche in bibliografia (come nel testo) non si usano mai abbreviazioni.
    In particolare: il titolo della rivista deve essere sempre riportato per esteso.
    Tra una voce bibliografica e laltra non devono essere lasciati spazi. Ogni titolo, dopo l'a-capo, è subito seguito dal successivo.

    Impaginazione del testo

    Una volta di più, particolarmente per quanto riguarda gli aspetti grafici, non esistono regole fisse riguardo al modo di presentazione fisica della Tesi. L'unico criterio generale è quello di produrre un testo la cui forma somigli a quella di un normale libro di quelli che si studiano per gli esami o si leggono per diletto. E' possibile tuttavia suggerire alcuni criteri che l'esperienza ha dimostrato essere efficaci.
     
    Una tradizione piuttosto vecchia (cioè: decisamente in disuso) tendeva a presentare le Tesi con un eccesso di bianco nelle pagine. Riusciva rassicurante (per il Tesista e a volte anche per il Relatore), oltre che interessante per le copisterie che battevano le Tesi, vedere dei volumoni di 500 pagine e più. Il risultato era ottenuto (utilizzando le macchine da scrivere di allora) con Tesi la cui gabbia di scrittura era di 10/12 cm per 15/20 righe, con spazio 2 o anche 3. Il risultato stava tra il penoso e il ridicolo, poichè era evidente l'inutilità della procedura se non per fornire una size-impression (per dirla in termini di marketing) maggiore, che peraltro poteva apparire tale solo a occhi molto ingenui.
     
    Oggi si tende sempre a produrre Tesi compatte, che dimostrino anche una capacità di sintesi da parte del Tesista, pure nella massima ricchezza di contenuti.
    Il criterio d'elezione, nella stesura materiale della Tesi, è quello di seguire il default del computer, ovvero quanto un normale programma di scrittura fa automaùticamente, senza bisogno di intervenire sulle sue impostazioni. Questo è il modo più semplice e va benissimo.
     
    La Tesi si stampa su fogli A4, cioè i normali fogli per fotocopratrice, utilizzati dalla generalità delle stampanti.
    Una gabbia di impaginazione (cioè quella specie di rettangolo virtuale che rappresenta l'ingombro del testo nella pagina) può avere utilmente una larghezza di circa cm 15/16 e un'altezza di circa cm 22/23.
    L'interlinea (spazio tra una riga e l'altra) è quella minima fornita automaticamente dal computer.
    In altre parole, tanto per dare una misura indicativa nei termini solitamente usati: la normale pagina di una Tesi è di circa 40/45 righe (tipicamente: 43) e contiene attorno alle 400/450 parole.
     
    Il carattere (cioè l'impostazione grafica delle lettere) della Tesi deve essere leggibile e comunque rimanere il medesimo per tutte le sue parti (ad esempio: tutto Times, tutto Roman, ecc). Possono esserci tuttavia variazioni nel corpo del carattere (ad esempio: Times 14 e Times 12, ecc).
    Il carattere utilizzato tipicamente, per il testo normale, può essere Times 14, New York 12, Helvetica 12, New Roman 12; ecc.
     
    Se la bibliografia è piuttosto lunga, si utilizza per questa un carattere più piccolo.
    All'interno di uno stesso testo (della Tesi), le differenze tra carattere più grande e più piccolo sono generalmente di due punti (ad esempio: New York 12 e New York 10; non: Times 14 e Times 13).
     
    Le pagine vanno numerate progressivamente, in genere nella parte bassa della pagina (di solito si utilizza il comando di numerazione automatica presente nel programma di scrittura sotto la voce "piè di pagina").
     
    Il testo è generalmente giustificato, cioè allineato al margine esterno, sia a sinistra sia a destra.
     
    Di solito, la prima riga di ciascun capoverso è rientrata a destra di un mezzo centimetro, così da poterne identificare visivamente con facilità l'inizio.
    Nella bibliografia, al contrario, la prima riga di ciascuna voce è allineata a sinistra (per rendere più immediatamente visibile il nome dell'autore), mentre sono rientrate a destra (di un mezzo centimetro) le righe successive.
     
    La Tesi viene stampata in fronte retro, cioè con il testo su entrambi i lati del foglio (pagine dispari a destra, pagine pari a sinistra).
     
    La rilegatura della Tesi può avere qualsiasi forma che tenga insieme i fogli con una certa solidità e in modo compatto.
    Non vengono generalmente accettate le legature a spirale o a punto metallico. Si possono comunque utilizzare sia legature in cartoncino che legature in cartone, sia a caldo sia a colla sia a filo refe (ma quest'ultima non capita quasi mai).
     
    Il colore della copertina non è prestabilito. In genere si usa il colore tradizionale della facoltà in cui ci si laurea. Il colore ufficiale della Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino è il granata (più o meno).
     
    Sulla copertina va riportato, in modo leggibile e cioè in un colore che si stacchi dal fondo quanto è contenuto nel fontespizio, o almeno alcuni elementi minimi. Tali elementi sono, su righe diverse: Università degli Studi di Torino; Facoltà di Psicologia; Titolo della Tesi; nome del Candidato.
     
    I giudici ultimi della forma della Tesi sono il Relatore e la Segreteria.

     
     
     
    Una volta che la Tesi è completata
     

    Consegna della Tesi

    A partire da sei mesi dopo la consegna in Segreteria del modulo di assegnazione della Tesi, potete presentare la domanda per iscrivervi all'esame di Laurea.
    Tale esame potrà essere sei mesi dopo come anche (ad esempio) due o cinque anni dopo l'assegnazione della Tesi.
    Quindi: ricordatevi che dovrete depositare anche una domanda di discussione della Tesi.
    La domanda per accedere all'esame di Laurea va presentata entro un paio di mesi circa prima dell'inizio della sessione di Laurea in cui intendete discuterla.
    Per sostenere l'esame di Laurea occorre avere superato tutti gli esami previsti dal piano di studi.
     
    Sottolineo ancora una volta che, per le date e per gli obblighi tecnici, occorre sempre verificare l'ultimo aggiornamento presso il punto informativo o presso la Segreteria.

    Calendario delle Tesi

    Le Tesi vengono generalmente discusse in tre sessioni, riferite a ciascun anno accademico: estiva, autunnale, invernale.
     
    I periodi tipici (molto indicativi) possono essere: prima metà di luglio (sessione estiva); prima metà di novembre (sessione autunnale); prima metà di marzo dell'anno solare successivo (sessione invernale).
     
    L'ordine in cui le Tesi vengono discusse è stabilito dalla Presidenza di Facoltà. Organizzare il calendario degli esami di Tesi rappresenta un lavoro molto complesso e impegnativo, che richiede di coordinare decine e decine di docenti e centinaia di Tesisti. Occorre dunque molto tempo, per cui il calendario viene pubblicato (esponendolo nella bacheca di psicologia e pubblicandolo su internet) dopo qualche tempo dalla consegna delle Tesi.

    Il Correlatore

    In sede di discussione della Tesi, il Relatore è affiancato da un Correlatore (un altro docente), che commenta il lavoro presentato.
     
    Esistono due figure-tipo principali di Correlatore. Certe volte questi può essere un vero e proprio co-Relatore, nel senso che segue la Tesi più o meno dall'inizio, nelle sue varie fasi. E' allora stato in costante contatto con il Candidato e con il Relatore e conosce la Tesi nel dettaglio, avendone in parte determinato l'evoluzione. Può capitare anzi che, di fatto, il Correlatore sia un vero e proprio supervisore della Tesi, in una misura pari, o anche superiore, a quella del Relatore. Nei suoi confronti valgono allora più o meno le stesse considerazioni che valgono per il Relatore.
     
    La maggior parte delle volte, il Correlatore ha invece la funzione di esprimere una valutazione in qualche modo esterna della Tesi. Svolge allora un ruolo simile a quello di un critico (letterario, artistico, ecc), il quale analizza il lavoro e lo commenta, ponendo eventuali domande. In questi casi, riceve generalmente la Tesi già finita e la analizza nelle settimane precedenti la discussione finale.
     
    Il Correlatore viene nominato dal Preside di Facoltà, generalmente in base alle sue competenze e interessi (nell'area disciplinare in cui la Tesi è stata prodotta) tenendo conto anche delle eventuali indicazioni del Relatore nonchè dei vari problemi organizzativi connessi alla quantità di Tesi da discutere e agli impegni didattici di tutti.
    Il Relatore, nella sua eventuale proposta di Correlatore, può tenere conto anche di suggerimenti da parte del Candidato.
     
    In molti casi, quando la funzione del Correlatore è quella di critico indipendente e quindi non coinvolto in precedenti confronti col Candidato, il Tesista non incontra il Correlatore (per ragionare sulla Tesi) se non in sede di discussione finale.

    Preparazione alla discussione

    Tra il momento in cui la Tesi viene consegnata e quello in cui viene discussa passa circa un mese (più o meno).
     
    Alla consegna definitiva della Tesi viene solitamente esperito (da parte del Tesista) un senso di liberazione. Quindi, all'avvicinarsi della discussione, insorge solitamente uno stato di agitazione. Questo male è comune (quindi: mezzo gaudio), tuttavia non ci si può fare gran che, salvo forse organizzare gruppi di incontro sulla Tesi stessa per acquisire cognitivamente ed emotivamente l'evento (l'ideale sarebbe partecipare a delle simulazioni sul tema). Di solito, però, non succede.
     
    Il tempo libero (tra la consegna della Tesi e la discussione) può essere utilmente impiegato, tra l'altro, per informarsi sul dopo-tesi.
    Può valere la pena anche di esercitarsi nella presentazione della Tesi, organizzando delle prove a casa (con amici e parenti, con colleghi che stanno anch'essi per laurearsi, o con dottori in psicologia già laureati).

    Discussione della Tesi

    Per capire come avviene la discussione della Tesi il modo migliore è quello di assistere a una seduta appunto di Tesi, in una sessione precedente alla propria o anche nei primi giorni della propria (se non si è tra i primi a discuterla).
    La discussione della Tesi ha carattere pubblico e vi può assistere chiunque (ancorchè solo come spettatore, quindi senza poter partecipare alla discussione). Si svolge solitamente in una apposita sala nobile della Facoltà.
    La Commissione deputata alla discussione della Tesi è composta tradizionalmente di 7/10 docenti. E' presieduta dal più anziano (accademicamente parlando) dei professori ordinari presenti.
     
    La sequenza di ogni esame di Laurea consiste generalmente delle seguenti fasi:
    1) introduzione alla Tesi da parte del Relatore (questi relaziona, appunto, sulla Tesi agli altri rappresentanti del corpo docente);
    2) presentazione della Tesi da parte del Candidato;
    3) commento (co-relazione) della Tesi da parte del Correlatore, con domande di precisazione;
    4) risposte del Candidato;
    5) eventuali altre domande e commenti da parte di Relatore, Correlatore ed eventualmente altri membri della Commissione, intercalate alle risposte del Candidato.
     
    La Tesi viene solitamente presentata in forma orale. E' possibile tuttavia utilizzare altri supporti mediatici.
    La presentazione in forma diversa dall'esposizione orale va concordata con il Relatore.
    In questi casi, occorre anche avvertire in precedenza la Segreteria di Presidenza del fatto che si intende utilizzare, ad esempio, una lavagna luminosa per dei lucidi.
     
    Una volta espletato l'esame, la Commissione (a porte chiuse, cioè dopo avere fatto allontanare il Candidato e il pubblico) esprime una valutazione del lavoro di Tesi e formula il voto finale di Laurea.
    Il punto di partenza per il voto finale è rappresentato dalla media delle valutazioni ottenute dal Candidato negli esami sostenuti durante il corso di Laurea (vale a dire: la media degli esami divisa per 3 e moltiplicata per 11).
    Le lodi non entrano a far parte del calcolo della media, benchè l'eventuale loro presenza venga comunque segnalata e tenuta in qualche considerazione.
     
    L'aumento possibile del voto di partenza ricavato dalla media degli esami può arrivare in teoria fino a 7 punti. Si tratta però di casi eccezionali, a volte un po' sospetti e mal visti (con rare eccezioni) dalla generalità dei docenti. Di solito, se la Tesi è fatta molto bene, si può ottenere comunque una valutazione elevata.
    Non sta scritto da nessuna parte che il fatto di presentare una Tesi significhi automaticamente ottenere un punteggio più alto della media degli esami. In effetti può capitare che non vengano assegnati punti in più.
    Il voto finale viene espresso in centodecimi.
    Al punteggio può essere aggiunta una lode, ovvero qualche altra indicazione onorifica, che rappresenta una sorta di ulteriore valutazione positiva della qualità della Tesi (in effetti: questo uso è scomparso in quasi tutta Italia, ma a Torino lo si mantiene ugualmente, anche se raramente).
     
    Una volta che la Commissione ha formulato il proprio giudizio, il Candidato viene richiamato in aula e gli viene comunicato, da parte del Presidente della Commissione, il risultato dell'esame (la votazione) contestualmente alla sua dichiarazione e proclamazione a "Dottore in psicologia".
     
    Solitamente, le Tesi vengono discusse sia di mattina sia di pomeriggio, per tutto l'arco della settimana. La Commissione è stabilita di volta in volta per ciascuna seduta, quindi può variare tra la mattina e il pomeriggio ovvero da un giorno all'altro.
    In ciascuna seduta vengono discusse in genere tra le 10 e le 15 Tesi, per un totale di 20/25 Tesi al giorno.
     
     
     
    Dopo la Laurea

    Anche molto prima di essersi laureati, è utile avere presenti alcune questioni relative al dopo-tesi.
     
    Occorre distinguere tra diploma di Laurea (titolo di Dottore in psicologia) e abilitazione alla professione di psicologo. Quest'ultima si ottiene solo dopo avere completato il tirocinio, dopo avere superato l'Esame di Stato che abilita appunto allesercizio della professione di psicologo e quindi dopo essersi iscritti all'Ordine.
     
    La materia è giuridicamente in evoluzione.
     
    Conviene pensare in anticipo a tutti gli aspetti del dopo-Tesi, e magari coordinare il tutto con la Tesi stessa; ad esempio: mettendo le basi per seguire il tirocinio nel medesimo contesto in cui si sviluppa la Tesi.
     
    Una volta laureati, è possibile sviluppare ulteriormente il proprio percorso formativo. In particolare: esistono molte scuole di specializzazione e di master, sia pubbliche sia private, alcune scuole di perfezionamento e pochi dottorati di ricerca. Tutte queste opportunità sono generalmente a numero chiuso. Le indicazioni sulla loro struttura e su come presentare la domanda di iscrizione vanno raccolte caso per caso.

     
     
     
     
     
    Nota bene

    In queste brevi note ho cercato di riportare l'essenziale. Tuttavia, ci sarebbe anche molto altro da dire.
    Per qualsiasi informazione di dettaglio è importante basarsi sulle informazioni fornite dalla Segreteria studenti della Facoltà di Psicologia (via S.Ottavio 19, davanti a Palazzo Nuovo). A questa occorre fare riferimento puntuale anche per quanto riguarda l'aggiornamento su date e adempienti burocratici, che possono variare di volta in volta per necessità organizzative.
     
    Altre fonti molto utili sono rappresentate dalla Guida di orientamento, pubblicata in forma aggiornata per ogni anno accademico a cura della Facoltà, nonchè il punto informativo del Corso di Laurea in Psicologia.
     
    Per quanto riguarda i contatti con il Relatore, tenete conto che esiste una relazione diretta per cui: tanto più il professore è disponibile, tanto più viene fatto oggetto di richieste, tanto più è oberato di domande sugli aspetti più diversi e da parte delle persone più diverse, tanto più la sua disponibilità è preziosa e merita di non essere usurata. L'inverso, ovviamente, accade per il professore poco disponibile.
    Più in generale: vale per la Tesi quanto avviene in qualsiasi fila (in base ai meccanismi psicologici di attribuzione). Quando si è in fila, si ha l'impressione che l'addetto allo sportello sia lento e dedichi troppo tempo alle richieste (in genere apparentemente poco sensate) di chi si ha davanti. Quando si arriva davanti allo sportello, si ha l'impressione che le proprie richieste siano particolarmente legittime e importanti, ovvero che il tempo e l'impegno a noi dedicato non sia mai sufficiente.
    Ciò posto, considerate che: se per chi chiede qualcosa la domanda è una, per chi cerca di rispondere si tratta spesso della decima risposta (a dire poco) della giornata.
     
     
     

    Testi di consultazione

    Come ho già sottolineato all'inizio delle "Brevi istruzioni dettagliate", non è questa la sede per affrontare la questione dei contenuti scientifici della Tesi. C'è tutto un corso di Laurea per parlarne.
     
    Contrariamente a quanto avviene nella bibliografia della Tesi, in cui vengono riportati esclusivamente i titoli citati nel testo, la bibliografia di approfondimento, presentata qui di seguito, contiene vari lavori la cui lettura potrà fornire utili spunti per la strategia di elaborazione della Tesi stessa.
    Alcuni di questi sono citati anche nel testo. Altri rappresentano piuttosto un approfondimento dei temi trattati, ovvero una fonte generale cui mi sono ispirato nella stesura di queste pagine e che potrà risultare utile anche al Tesista.
     
    Una vasta gamma di risorse e di riferimenti utili si trovano anche nella nostra pagina di
    links.
     
    American Psychological Association (1994). Publication manual of the American Psychological Association, Fifth edition. Washington DC: American Psychological Association.
    Arnkoff D.B., Glass C.R., Robinson A.S. (1992). Cognitive processes, anxiety, and performance on doctoral dissertation oral examinations. Journal of Counseling Psychology, 39(3), 382-388.
    Bellquist J.E. (1993). A guide to grammar and usage for psychology and related fields. Hillsdale NJ: Erlbaum.
    Boncori L., Bonaiuto F., Chiorazzo M., Fusciello C. (1995). Guida per i laureandi in psicologia. Roma: CRISP.
    Caprara G.V., Dazzi N., Roncato S., a cura (1989). Guida alla laurea in psicologia. Bologna: Il Mulino.
    Cone J.D., Foster S.L. (1993). Theses and dissertations from start to finish: Psychology and related fields. Washington DC: American Psychological Association.
    Corallini Vittori A.G.(1994). Come si fanno citazioni, note e bibliografie. Appunti per tesi e ricerche.Torino: Celid.
    Eco U. (1977). Come si fa una tesi di laurea. Milano: Bompiani.
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    Lehman T.S. (1990). Academic research guides: Aids to the dissertation writer. Teaching of Psychology, 17, 1, 59-61.
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    Perussia F., a cura (1997). Materiali di psicologia sociale e della personalità. Vol 1. Torino: Celid.
    Perussia F., Converso D., Miglietta A., a cura (1995). Psicologia futura. Torino: Tirrenia Stampatori.
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    Thaiss C., Sanford J.F. (2000). Writing for psychology. Boston: Allyn and Bacon.
    Trombetta C. (1977). Guida alla tesi di laurea. Appunti per una metodologia del lavoro scientifico. Roma: Bulzoni.
     
     
     
     
     
    Ricordo anche che, per questioni specifiche (soprattutto: domande), è attivo il nostro
    Sportello Online
     
    cui ci si può rivolgere per informazioni, precisazioni, chiarimenti ecc, in particolare (ma non solo) con riferimento ai corsi.
     
     
     
     
     
     
     
     
    Curiosità.
    Questa era la copertina della versione originale del testo sulla tesi, quando esisteva sotto forma di libro.
     
     
     
     
     
     

    Trovate indicazioni per scaricare, direttamente sul vostro computer, i programmi professionali freeware (in condivisione gratuita) che servono per scrivere, impaginare, calcolare, realizzare presentazioni, produrre o elaborare immagini e grafica ecc nella pagina di Itapi.org relativa alle Fonti Software.
    Benvenuti nella home page del Personality Psychology Workshop, Laboratorio di Psicologia diretto da Felice Perussia.
    Facoltà di Psicologia e
    Dipartimento di Psicologia della Università degli Studi di Torino. Università fondata nel 1404, che ha laureato Erasmo da Rotterdam, .
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    Felice PERUSSIA è Professore Ordinario di Psicologia Generale (laurea triennale) e di Psicotecnica (laurea magistrale) nella Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione). E' Presidente di SIPSICO - Società Italiana di Psicotecnica, Direttore del Giornale di Psicologia, Direttore Scientifico del Programma ITAPI e del Laboratorio di Psicotecnica (a Milano).
     
     
     
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